Prof. Luigi Cavadini
Mondo animale
C’è chi dice che gli animali sono più solidali degli uomini. E Sonia Vinaccia nelle sue opere,
proprio servendosi del mondo animale sollecita la visione, il pensiero e il cuore del fruitore
a riflettere sulla solidarietà. Con una pittura raffinata affronta situazione reali o realistiche
con grande leggerezza – di pittura, di fantasia, di emotività – creando immagini che vanno
ben oltre la freschezza di un’illustrazione.
Ecco allora insetti leggerissimi darsi da fare per rimettere sulle zampe un elefantino, ecco
gli elefanti in fila indiana a fare da ponte verso l’isola che non c’è, mentre le tartarughe
diventano traghetto per portare le chiocciole fuori dalle acque, ecco il pellicano a bocca
aperta e piena d’acqua dare sollievo ad api assetate, o ancora un granchio che con un
cotton fioc per consentire ai bruchi di passare da un ramo all’altro sopra le acque. E fuori
dalle acque la balena spiaggiata trova sollievo da scrosci d’acqua portati in volo da cervi
volanti o il bambino nudo è accudito da un lupo e riparato dalla pioggia dalle ali di un cigno
e quando è esposto al sole viene soccorso da un gruppo di formiche che lo coprono di
foglie. E altro ancora…
Un mondo fantastico che la sensibilità dell’artista rende naturale attribuendo ad animali
fra i più umili e meno considerati quella “umanità” che spesso difetta proprio agli uomini
che sembrano ignorare l’esistenza e i bisogni dei loro simili. Una naturalità che matura
artisticamente in un ambito surrealista ma non mira a stravolgere o a dissociare la realtà
quanto piuttosto a costituirne veramente una superiore in cui le componenti si
armonizzano generando non una estraniazione ma un coinvolgimento emotivo.
Alla efficacia espressiva del lavoro di Vinaccia contribuiscono da una parte le sue capacità
disegnativo-pittoriche che si riscontrano nella figurazione attenta ai particolari e dall’altra
in quell’atmosfera pacata e uniforme che avvolge ogni scena.
Da sottolineare inoltre l’esigenza sempre più pressante nel lavoro dell’artista di dare corpo
plastico alle sue narrazioni mediante la scultura, che è spesso installazione, e che si avvale
di materiali e di accostamenti certamente intriganti.
Luigi Cavadini


