L’emblema della giustizia nell’arte di Sonia Vinaccia
L’emblema della giustizia nell’arte di Sonia Vinaccia
Quelli di Sonia Vinaccia sono scenari che ci conducono verso un mondo migliore. I suoi sono come sogni dove le problematiche della realtà lasciano il posto all’armonia, alla solidarietà, al gioco – visto dall’artista come modo per entrare in comunione con gli altri. Il mondo preso in considerazione è quello animale, pienamente protagonista di questi lavori, tutti aventi un comune denominatore: l’ocra, utilizzato come sfondo. Le creature della natura sono dipinte da Sonia Vinaccia con una capacità tecnica elevata. Queste opere potremmo definirle delle “istantanee del suo sogno”, dove l’artista riesce a creare con precisione patafisica mondi paralleli al nostro, ma molto più belli e soavi.
La sua è un’utopia che cerca di distoglierci da quelle che sono le reali problematiche, con gli animali che non sempre sono trattati come meriterebbero. Se le sue opere si presentano molto distensive, non escludono nello stesso tempo un’intensa riflessione, un significato profondo e intenso, espresso però con delicatezza e tatto, talvolta con una sottile ironia.
Si deve infatti dire che le sue opere, esprimendo amore, mostrano in modo semplice e pulito come poter essere persone migliori, aspirando a un mondo dove essere buoni diventi la consuetudine e non una rarità, a un mondo dove diventi normale aiutare una persona che ti tende una mano in cerca di pietà, proprio come accade nell’immagine in cui due formiche tramite dei cotton fioc stanno cercando di ribaltare una tartaruga per farla tornare sulle quattro zampe.
La citata serie sarà esposta prossimamente dalla pittrice di Capri in una personale dove troveremo i temi a lei cari riguardanti l’amore e la solidarietà, fattori che ci fanno riflettere su come dovrebbe essere il nostro sistema sociale e su come dovremmo comportarci con il “diverso”. Il diverso dopotutto non esiste, soprattutto davanti a un dolore o a un bisogno.
Nel presente articolo vorrei incentrare l’attenzione sull’Arte di Sonia Vinaccia, in cui la padronanza artistica diventa un forte emblema della giustizia facendosi carico di conferire dialogo alla silenziosa sofferenza.Sonia Vinaccia vive e lavora all’ Isola di Capri è una maestra d’arte applicata ed il suo stile eclettico confluisce in rappresentazioni di forte valenza comunicativa, fino a creare nel fruitore un costante senso di riflessività, sulle ingenti tematiche che caratterizzano il nostro assetto sociale, dove spesso il dolore conserva solamente un’impronta soggettiva.L’Arte sotto forma di denuncia è una delle peculiarità fondamentali messe in atto dalla Vinaccia, che attraverso i suoi cromatismi riesce con maestria a soffermare lo spettatore sul male della collettività mettendo in risalto, ogni tipologia di violenza, come il bullismo, il razzismo, il femminicidio richiamando all’ordine la coscienza dell’Io verso la strada del Bene.L’artista in ogni sua opera designa tasselli analitici che inducono ad avvertire nella totalità il peso di un mondo disgregato e deviante, il quale necessita un rallentamento egoico prediligendo uno spazio propenso al tempo incentrato sulla sfumatura dell’istante senza esitazioni.
Quando il colore tramuta in una forte espressione identitaria assume il nome della parola, idonea ad avvalorare la fragilità nelle sue ramificazioni più latenti, fino a rendere persino l’ultima eclissi dotata di movimento, nell’eterna ragione, come se l’aver sofferto assumesse un luogo di rifugio e riposo mai trovato prima.
La giustizia è l’arma più equa che l’umanità possiede tra gli alveoli irrisolti all’interno del mistero esistenziale.
< Io ballo da sola>
Continuerò a sorvolare dai pregiudizi
pietrificata dall’ignoranza
io ballo da sola,
volitiva e libera
inerme alle ferite disumane
al narcisismo prepotente,
alla malvagità dei bulli,
alle indegne violenze.
Io ballo da sola
di fronte ai fiori recisi
costruisco numerosi ostacoli da superare.
Vivo di abnormi guerre
che fluttuano piacevolmente
verso una sorprendente resilienza.